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Il Premio Paganini a Londra

Dopo il grande successo delle iniziative londinesi dell’ottobre 2024—culminate nello straordinario concerto con la London Symphony Orchestra, Antonio Pappano e il celebre “Cannone” di Paganini, alla presenza di Re Carlo III—il Premio Paganini torna a Londra con due concerti presso l’IIC Londra e il Pembroke College di Cambridge.

Il 25 giugno l'Istituto Italiano di Cultura di Londra  ospita gli eventi di lancio della 59ª edizione del Premio, con un concerto della violinista giapponese Rino Yoshimoto, seconda classificata alla 58ª edizione del Concorso, in duo con il pianista Sergei Redkin.

Il programma musicale intreccia Italia e Regno Unito, virtuosismo e lirismo, tradizione popolare e grande repertorio violinistico europeo. Ad aprire il concerto saranno le “Variazioni su God Save the King” M.S. 56 di Paganini, un omaggio simbolico al Paese ospitante. Seguiranno la Sonata in La minore di William Walton, “La Capricieuse” op. 17 di Edward Elgar, i Capricci n. 1 e 24 di Paganini e “Londonderry Air” nell’arrangiamento di Fritz Kreisler.

Il Duo Yoshimoto–Redkin terrà un secondo concerto venerdì 26 giugno 2026 alle ore 19:30 presso l’Auditorium del Pembroke College di Cambridge. Abbiamo un numero limitato di biglietti disponibili per il concerto a Cambridge.

Le iniziative londinesi e britanniche, presentate dal Direttore dell’IIC Londra Francesco Bongarrà, dal Presidente del Premio Giovanni Panebianco, dal Direttore Artistico Nicola Bruzzo e dal Presidente della Giuria Internazionale della prossima edizione, rientrano nel programma “Paganini Abroad”, volto a rafforzare la presenza internazionale del Premio attraverso collaborazioni con Ambasciate, Istituti Italiani di Cultura e prestigiose istituzioni musicali internazionali, consolidando il ruolo del Premio Paganini come infrastruttura culturale dell’eccellenza italiana.

Programma

Niccolò Paganini: Variazioni su “God save the king” M.S. 56

William Walton: Sonata in La minore per violino e piano 

Allegro tranquillo
Variazioni. Andante
Edward Elgar: La Capricieuse op. 17

Niccolò Paganini: Capricci per violino solo No. 1 & 24

Fritz Kreisler / Irish folk song: Londonderry air

 

 

Rino Yoshimoto

La violinista giapponese Rino Yoshimoto, ventitreenne, si è rapidamente affermata come una delle giovani artiste più interessanti della sua generazione. Si è esibita in alcune delle più importanti sale da concerto del mondo, tra cui la Carnegie Hall di New York, la Goldener Saal del Musikverein di Vienna e numerosi prestigiosi palcoscenici in Europa e Asia. La sua intensa musicalità e la forte presenza scenica l’hanno portata a intraprendere tournée concertistiche e recitalistiche in tutta Europa. È stata invitata in Spagna come solista con la Vienna Chamber Orchestra, ottenendo ampi consensi dalla critica.Ha inoltre  preso parte a recital solistici e a numerosi progetti orchestrali e cameristici in Giappone, Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Russia e Stati Uniti. Vincitrice di premi in diversi importanti concorsi internazionali, ha recentemente ottenuto il Secondo Premio alla 58ª edizione del Concorso Internazionale di Violino “Premio Paganini” (2025). Ha inoltre ricevuto il Secondo Premio al 10° Concorso Internazionale Fritz Kreisler (2022) ed è risultata premiata all’Isang Yun Competition 2024, allo Shanghai Isaac Stern International Violin Competition 2020 e alla 16ª edizione del Concorso Internazionale Musicale “Premio Città di Padova”. Attualmente suona il violino Stradivari “Muntz” del 1736, generosamente concesso in prestito dalla Sasakawa Music Foundation. Dall’età di 14 anni studia a Vienna con il Professor Michael Frischenschlager. A 17 anni è stata ammessa nella classe di Augustin Dumay presso la Queen Elisabeth Music Chapel, dove si è diplomata con il massimo dei voti nel 2025. Attualmente frequenta l’Artist Diploma in Musica da Camera presso la stessa istituzione, studiando con Miguel da Silva, Corina Belcea e Jean-Claude Vanden Eynden. Tra i suoi precedenti insegnanti figurano Masako Kida, Gérard Poulet, Mauro Iurato, Yoshio Unno e Michael Frischenschlager.

Sergei Redkin

Sergei Redkin (nato nel 1991 a Krasnojarsk, in Siberia) è considerato uno dei pianisti più raffinati e profondi della sua generazione. Vincitore del Secondo Premio al Concorso Regina Elisabetta di Bruxelles (2021) e della Medaglia di Bronzo al XV Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca (2015), ha inoltre ottenuto il Primo Premio al Maj Lind International Piano Competition di Helsinki (2012) e al Concorso Prokof’ev di San Pietroburgo (2013). Dopo i successi ottenuti nei grandi concorsi internazionali, Redkin ha intrapreso una carriera internazionale caratterizzata da grande versatilità artistica. Si è esibito con orchestre quali la Philharmonia di Londra, la Sinfonia Varsovia, la Filarmonica di San Pietroburgo diretta da Yuri Temirkanov, l’Orchestra Sinfonica Čajkovskij diretta da Vladimir Fedoseyev e l’Orchestra del Mariinskij sotto la direzione di Valery Gergiev, calcando palcoscenici prestigiosi come il Musikverein di Vienna, la Philharmonie de Paris, il Ruhr Piano Festival, il Verbier Festival, il Lucerne Festival, il Kissinger Sommer e numerose sale in Europa, Giappone e Stati Uniti.  Apprezzato per l’originalità delle sue interpretazioni e per la luminosa presenza scenica, Redkin ha iniziato precocemente il suo percorso musicale: ha studiato pianoforte fin dall’età di sei anni a Krasnojarsk, per poi perfezionarsi al Conservatorio di San Pietroburgo con Alexander Sandler (pianoforte) e Alexander Mnatsakanyan (composizione). La sua formazione comprende anche gli studi presso la International Lake Como Academy, dove ha lavorato con William Grant Naboré, Dmitry Bashkirov, Peter Frankl e Fou Ts’ong. Nel 2018 è stato insignito del Ruhr Piano Festival Prize, su nomina di Philip Glass, Dennis Russell Davies e Maki Namekawa. Da allora la sua attività concertistica continua a espandersi, con un numero crescente di recital, collaborazioni orchestrali e impegni internazionali. Dal 2017 Redkin è Artist in Residence presso la Queen Elisabeth Music Chapel in Belgio. La sua discografia comprende due album solistici pubblicati da Fuga Libera (2022 e 2024), accolti con entusiasmo dalla critica e apprezzati per l’ampiezza del repertorio e la forte personalità interpretativa.