PREMIO PAGANINI
Vincitori e premiati



Salvatore Accardo
2º premio ex-aequo nel 1957
vincitore nel 1958

Per noi violinisti Paganini è un mito irraggiungibile per cui è facile pensare cosa possa aver significato per un ragazzo di 17 anni, tanti ne avevo io allora, essere il primo vincitore assoluto di questo prestigioso premio.
Il ricordo più vivo che ho del Concorso è l'attesa della proclamazione dei vincitori, quando mia madre mi sgridava perché giocavo con dei tappi di ferro (quelli delle bibite) a calcetto, invece di essere preoccupato del risultato.
La vittoria del Premio Paganini, in un'epoca in cui i concorsi importanti erano molto pochi, è stata un viatico fondamentale per l'avvio della mia carriera.*


Giovanni Angeleri
5º premio nel 1994
6º premio nel 1996
Vincitore nel 1997

Avevo già deciso che quello sarebbe stato il mio ultimo concorso, e proprio il "Paganini" mi ha regalato la più grande soddisfazione della mia vita di concorrente, facendomi provare anche un profondo senso di libertà. Studiavo da solo, affrancato ormai da tempo dalla condizione di "allievo", ma nella ricerca delle mie interpretazioni sentivo fino a quel momento il peso e l'incertezza di essere giudicato secondo i canoni consolidati delle tradizionali scuole violinistiche più accreditate. Con la vittoria a Genova tutto questo è svanito, lasciando il posto alla grande gioia di aver realizzato quello che da bambino mi sembrava solo un sogno.
Al "Paganini" sono grato perciò anche per avermi dato quella libertà che mi consente, nei miei concerti, di suonare con l'unico pensiero di comunicare al pubblico i significati musicali e le emozioni.*


Beatrice Antonioni
4º premio ex-aequo nel 1961

Ricordare il Concorso Paganini significa far scorrere nella mia memoria frammenti e brani della vita musicale, e sono pochi i concorsi che riescono a trasmettere questa particolare sensazione. Credo che per essere un violinista completo bisogna poter affermare di aver partecipato a questo premio. Nella generosa cornice della città di Genova ho avuto il privilegio di vivere l'esperienza della sfida, la responsabilità della giuria e la profonda emozione di vedere uno dei miei allievi, Massimo Quarta, ripercorrere gli stessi momenti della mia giovinezza e vincere la XXXVIII edizione dell'anno 1991.
Il Concorso Paganini non è solo una somma di ricordi legati alle nostre sensibilità, ma rappresenta la prova di come la storia, ed in questo caso quella musicale, pur se cambia i volti e i nomi, continua ad avere bisogno di protagonisti. E Genova ancora oggi li sa trovare.*


Dmitri Berlinsky
vincitore nel 1985

Nel 1984 avevo 15 anni, mi accingevo a prendere un volo per Genova e concorrere al Premio Paganini, quando le autorità sovietiche mi negarono il permesso di espatriare. Fu un momento terribile. Soltanto l'anno successivo, nel 1985, dopo aver vinto tutti i corsi indetti nell'Unione Sovietica, potei recarmi a Genova. Era il mio primo viaggio nell'Europa occidentale. Ricordo quegli anni come i più importanti per la mia formazione artistica. Ebbi la fortuna di studiare a Leningrado con insegnanti di grande valore. Ed ogni giorno era pieno di scoperte per l'artista che cresceva in me. Durante il concorso, poi, mi sentivo talmente ispirato e concentrato che a malapena mi preoccupavo di vincere o perdere.... Ma vincere il Premio Paganini ha cambiato letteralmente la mia vita. Ho iniziato a dare concerti in Italia, in Unione Sovietica e poi in tutto il mondo. Sono quindi grato al Concorso Paganini ed al meraviglioso pubblico italiano per aver scommesso sul mio talento artistico sin dagli albori della mia carriera.*


Lu Szu Ching
vincitore nel 1987

Uno fra i più importanti concorsi di violino nel mondo, il Premio Internazionale di Violino N. Paganini, merita un posto di rilievo nella mia mente sin da quando, nel 1987, fui celebrato vincitore. Ricordo il lunghissimo viaggio in aereo da Pechino, Cina (oltre 30 ore, a causa di ritardi sui voli), l'ottima cucina, il calore del pubblico e degli altri concorrenti, il livello estremamente alto della loro preparazione, l'emozione. Ricordo tutto come fosse adesso. Sono orgoglioso di essere parte di questa grande storia, ma soprattutto sono fiero di essere stato il primo artista asiatico a vincere il concorso. Ancora oggi considero la mia vittoria al Premio Paganini come uno dei momenti più alti della mia carriera di artista. Dopo la mia affermazione a Genova, mi sono esibito in oltre trenta paesi, e dovunque il pubblico mostrava di avere aspettative ben precise, proprio perchè io ho vinto il Premio Paganini. Grazie, dunque, a questa grande città, a Genova e a tutti i suoi abitanti: possa lo spirito del leggendario Paganini ispirarvi per sempre!*


Isabelle Faust
vincitrice nel 1993

Il Premio Paganini rappresentò per me una grande sfida: sentivo una forte tensione fra gli artisti concorrenti. Il fatto stesso che tutti i concorrenti fossero alloggiati nel medesimo albergo, sentire che tutti si esercitavano giorno e notte suonando gli stessi Capricci, vedere che ad alcuni di essi l'emozione ed il nervosismo avevano giocato brutti scherzi, tutto era per me molto difficile. Ricordo di essermi sentita molto sollevata quando tutto è finito. E avevo vinto! Può sembrare forse strano, ma non saprei dire se vincere il primo premio abbia cambiato la mia vita professionale poiché già da tempo tenevo concerti e attualmente mi sono esibita soltanto in due dei concerti-premio offerti al vincitore del concorso.
Sono anche rimasta molto stupita del fatto che la stampa internazionale, soprattutto quella tedesca, non abbia dato particolare rilevanza alla mia vittoria: in fondo sono stata la prima violinista tedesca a vincere il Premio Paganini!*


Marco Fornaciari
6º premio ex-aequo nel 1975

Forse perché i particolari perdono l'importanza che gli attribuiamo quando sono freschi, dopo tanti anni cominciano a lasciar spazio a sensazioni più impersonali, mentre i personaggi allora presenti - concorrenti, commissari, organizzatori, appassionati ed amici - si confrontano con quanto rimane del loro operato. Fu una grande occasione di studio, sulla quale ancora oggi ho la fortuna di continuare a lavorare e l'esempio dei meravigliosi violinisti usciti dal Concorso è il miglior stimolo per proseguire nello studio.*


Miriam Fried
vincitrice nel 1968

Il Premio Paganini del 1968 fu il primo concorso internazionale di violino al quale presi parte. Fu anche la prima volta che venni in Italia. Ricordo ancora molto bene questi due eventi. Come è ovvio, vincere il Premio fu molto emozionante, ma credo che, ancor più memorabile della vittoria, fu il grande privilegio di poter suonare il violino di Paganini. Ricordo come fosse adesso quando il violino venne estratto dalla teca che lo custodiva e mi fu offerto. Ricordo perfettamente il suono di quello strumento, il più prezioso che io avessi suonato, a quel tempo. Ricordo che passai diverse ore ad esercitarmi su quel violino, scoprendo la serie infinita di sfumature che consentiva di ottenere, e ricordo che mi esibii poi suonando per pochi minuti nel corso della cerimonia di chiusura. Lo splendore del palcoscenico e la sensazione di entrare a far parte, in qualche modo, della storia del violino grazie al violino di Paganini rappresentano senza dubbio i ricordi più forti che serbo dentro di me. Dopo il concorso, sono tornata molte volte ad esibirmi in Italia, dove ho avuto modo di conoscere anche molti amici meravigliosi. E dubito che tutto ciò sarebbe accaduto se non avessi partecipato al concorso cui, per questo, sarò per sempre grata.*


Ilya Gringolts
vincitore nel 1998

Conservo alcuni ricordi del Premio Paganini: il rumore degli autobus che penetra nonostante il doppio vetro delle finestre nella camera d'albergo del mio insegnante, un rumore che diventava sempre più fastidioso, soprattutto dopo una lezione durata ben tre ore... l'arredamento bianco e rosso della mia camera d'albergo.... il liutaio Giordano che mi porge il Cannone... e una voce insistente che dentro di me mi ripete: 'Fallo cadere, fallo cadere.... vediamo che succede e una delle corde del mio violino che si spezza un minuto prima della mia esibizione nella prova preliminare....
Mi rendo conto adesso che poche righe non bastano a descrivere le sensazioni e i ricordi che serbo dentro di me... e mentre sto scrivendo, seduto alla finestra, proprio dinanzi alla stazione Principe, a Genova, scopro che tutte le emozioni ed i ricordi che credevo perduti ritornano incancellabili alla mente.*


Bin Huang
vincitrice nel 1994

Il Premio Paganini rappresenta per me un indimenticabile evento musicale. Non soltanto ha offerto nuove prospettive alla mia carriera di musicista, ma mi ha consentito di visitare paesi diversi e conoscere persone diverse, in ogni parte del mondo, permettendomi in alcuni casi di consolidare amicizie durature. L'esperienza del Premio ha contribuito a farmi crescere, sia come persona, sia come artista. Il titolo di "vincitrice del Premio Paganini" sarà mio per sempre ed io ne sarò per sempre fiera.*


Mengla Huang
vincitore nel 2002

Sono davvero orgoglioso di aver vinto il "Premio Paganini" e penso che questo concorso avrà un grosso impatto sulla mia carriera. Voglio dire che mi porterà molti cambiamenti, perché dovrò dimostrare il mio valore sul palcoscenico. Ho avuto la possibilità di esibirmi con il "Cannone"; è stata l’esperienza più incredibile della mia vita e il violino è assolutamente fantastico!
Ho suonato inoltre davanti ad una platea di bambini, in una scuola di Arenzano; mi sono divertito tantissimo con loro, sono così forti e pieni di energia!
Ho dei bellissimi ricordi legati a Genova e vorrei ringraziare alcune delle persone che mi hanno aiutato durante il Concorso: il primo violino dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice, Stefano Pagliani, che mi ha prestato la corda "mi", in quanto la mia si era praticamente rotta! Vorrei inoltre ringraziare il mio pianista durante il concorso, Giovanni Casella, è stato molto bello suonare con lui! E naturalmente vorrei anche ringraziare il pubblico genovese!


Emil Kamilarov
vincitore nel 1961

Giunsi a Genova ben deciso a vincere.
Eppure, l'annuncio del verdetto mi colse di sorpresa; mi sentii stupito ed immensamente felice.
E naturalmente mi sentii molto orgoglioso, sopratutto udii i grandi mostri dei violini dire: "Ecco, anche la Bulgaria ha il suo Paganini!".*


Alexander Kramarov
vincitore nel 1973

Il concorso Paganini e le impressioni dell’Italia rievocano nella mia mente un sensazione estremamente positiva: l’architettura, l’atmosfera particolare di Genova, la cucina italiana, il bel tempo e il mare, il grande calore del pubblico, il "bravo" del compositore Luigi Cortese nella mia interpretazione del suo 'Capriccio' durante le semifinali del Concorso. È indimenticabile anche il ricordo del Guarneri del Gesù di Paganini, che ho potuto suonare dopo il conferimento del Primo Premio e poi in due concerti ufficiali nel febbraio 1974 con l’Orchestra Sinfonica del Teatro di Genova, diretta dal Maestro Gaetano Delogu. L’influenza del Premio Paganini sulla mia vita è stata notevole. Sino ad oggi la responsabilità nei confronti di Niccolò Paganini è stata una determinante nel mio personale metodo di valutazione, sia nei concerti che nell’insegnamento.*


Julia Krasko
vincitrice nel 1992

Il Premio Paganini fu il primo concorso di violino cui presi parte. Scelsi il Paganini non soltanto perché rappresentava uno dei concorsi più prestigiosi nel mondo, ma anche perché desideravo esibirmi in Italia, patria del grande Paganini. Ripensando a quel che mi è accaduto, mi sembra ancora di sognare. Il primo premio al concorso internazionale intitolato a Paganini offrì alla mia carriera di artista nuove e grandi prospettive.
Da allora, ho avuto l'opportunità di esibirmi in molti paesi del mondo, e ovunque ho ricordato la bellezza di Genova e del Teatro Carlo Felice, dove ebbi l'onore di suonare il violino di Paganini.
Ricordo il magnifico suono del suo Guarneri del Gesù come se fosse adesso. Da allora non ho mai più preso parte ad alcun concorso. Desidero che il Paganini resti l'unico concorso della mia vita.
Negli otto anni successivi alla mia affermazione a Genova ho tenuto molti concerti in Europa, ho potuto esibirmi alla Carnegie Hall di New York - Usa, visitare molti paesi esotici in America Latina, Asia e Africa. Ma ogni anno torno in Italia, non soltanto per motivi professionali, ma anche perché ho imparato ad amare questo Paese.*


Oleh Krysa
vincitore nel 1963

Nel 1963 facevo parte del primo gruppo di violinisti provenienti dall'allora Unione Sovietica che prese parte al Premio Paganini. Per me fu quindi particolarmente importante vincere il Primo Premio quell'anno. E quella vittoria rappresenta ancora oggi uno dei momenti più significativi della mia vita, poiché si trattò di un evento che determinò l'avvio della mia carriera, offrendomi l'opportunità di esibirmi nei maggiori teatri del mondo, accompagnato dalle migliori orchestre e diretto dai più insigni direttori. Credo che i miei ricordi più vividi di quel Premio siano legati allo strumento che ebbi l'onore di suonare ed all'aver potuto condividere i bellissimi momenti vissuti in quell'occasione.*


Natalia Lomeiko
vincitrice nel 2000

Prima di tutto devo dire che partecipare al concorso è stata un’incredibile sfida. L’ho trovato rischioso ed estremamente eccitante. Ero contenta che il pubblico fosse così accogliente e incoraggiante, tutto ciò mi ha aiutato a esibirmi come faccio di solito durante i concerti.
Vincere il concorso è stato magnifico! Mi sono improvvisamente resa conto che grande onore fosse. Suonare il violino di Paganini (per ben due volte da allora) è stato affascinate. Questo concorso mi ha aiutato nella mia carriera e per questo sono molto riconoscente. Ma allo stesso tempo considero questa vittoria come l’inizio di una lunga ed interessante attività musicale.


Gigino Maestri
4º premio nel 1960

All'epoca della mia partecipazione avevo 20 anni e ricordo l'emozione e la gioia per avere conseguito un premio e anche per aver ricevuto i complimenti di grandi violinisti come Szigeti, De Vito e altri ancora.
Grazie a quel prestigioso riconoscimento sono stato invitato quello stesso anno negli USA per una lunga tournée ed ho iniziato così una carriera che mi ha dato grandi soddisfazioni.*


Feng Ning
1º premio nel 2006

Vincere il “Premio Paganini” ha rappresentato per me la realizzazione di un sogno; è un grande onore per me che il mio nome compaia insieme a quello di importanti nomi del passato. La mia partecipazione al concorso è stata “avventurosa” fin dall’inizio, a partire da quando i miei bagagli sono andati smarriti all’aeroporto lasciandomi così senza il mio abito scuro durante le prove preliminari, fino ad arrivare alla fine del concorso, quando mi sono presentato con circa mezz’ora di ritardo per la premiazione finale e sono salito sul palcoscenico per ben tre volte a ricevere premi che mi erano stati assegnati senza però comprenderne il motivo. Ricordo con piacere ogni singolo istante del concorso. Auguro al Premio Paganini che il suo grande successo continui nelle edizioni a venire, affinché i concorrenti futuri abbiano la possibilità di prender parte a questa splendida festa della musica.


Mariusz Patyra
vincitore nel 2001

Il Concorso Paganini ha rappresentato un momento di enorme importanza nella mia vita. Mi ha aperto la strada alla quale ho sempre mirato e della quale sempre ho sognato. Ogni volta che suonerò ed apparirò in pubblico dovrò essere in grado di dimostrare che ho meritato un premio così importante.
Questo è per me un momento di enorme felicità. A volte addirittura mi sembra che sia stato un sogno. Spesso, quando guardo qualche foto del Concorso o ascolto qualche pezzo della finale nella quale sono stato dichiarato vincitore, vorrei piangere di gioia. Ciò che ho provato in questi mesi non lo dimenticherò mai.
Così come in tutti i più importanti avvenimenti della vita anche in questo ho provato sensazioni indimenticabili.


Gyorgy Pauk
1º premio ex-aequo nel 1956

Ero ancora un giovane violinista quando arrivai a Genova, nell'ottobre del 1956. Era il mio primo viaggio nell'Europa occidentale, per me che provenivo da un paese comunista, totalmente isolato dal mondo libero. Giunsi a Genova con due giorni di ritardo, poiché a Budapest il visto non mi fu concesso in tempo. Mi esibii dinanzi alla giuria quando ormai tutti gli altri candidati avevano concluso la prima prova. Vincendo il Premio Paganini, mi fu tributato il grande onore di suonare il Guarneri del Gesù di Paganini, e ricordo che non mi fu consentito restare solo mentre mi esercitavo a suonare quel prezioso strumento. Ricordo ancora che rimasi letteralmente affascinato dalla vista del mare: restavo seduto sulla spiaggia per ore, a guardare le onde e le navi che le solcavano. Non ebbi più modo di godermi il panorama della città perché dovetti immediatamente rientrare in Ungheria. Non ebbi neppure modo di spendere il denaro del mio premio. Soltanto due anni dopo, quando abbandonai l'Ungheria, potei esibirmi in Italia e godermi il Primo Premio di un grande concorso.*


Gabriele Pieranunzi
4º premio nel 1988
3º premio nel 1990

È chiaro che i miei personali ricordi inerenti la partecipazione al Concorso Paganini siano estremamente piacevoli, considerando che in entrambe le occasioni fui tra i laureati del concorso (1988 e 1990) e, dato il grande nome dello stesso, il prestigio indubbio, la credibilità, la serietà e la severità nel giudizio, ciò ha certamente avuto una enorme e positiva influenza per la mia successiva carriera professionale. Il Premio mi ha assicurato una maggiore visibilità all’intemo del mondo artistico e, conseguenzialmente, a livello di pubblico e stampa, e ha costituito una gratificante conferma al lavoro di crescita artistica intrapreso.*


Viktor Pikaizen
vincitore nel 1965

Arrivai per la prima volta a Genova per partecipare al Premio Paganini nel 1965. Fu un'esperienza fantastica! Serbo in me il ricordo di una bellissima città, di concorrenti molto preparati e di una grande giuria, composta da personaggi di eccezionale caratura, quali Cortese, Kogan, De Barbieri, Szigeti. La mia vittoria, e il conseguente privilegio di suonare il grandissimo violino di N. Paganini, rappresentano alcuni fra i momenti più alti della mia vita di artista. La vittoria al Premio Paganini ebbe una forte influenza sulla mia carriera professionale, aprendomi nuove prospettive. Nell'ambito del mio repertorio anche Paganini trova un grande spazio: amo in particolare il "Capriccio n. 24", che ho suonato ben 72 volte e che credo meriti senza dubbio di essere annoverato nella storia del violino di tutti i tempi.*


Gérard Poulet
vincitore ex-aequo nel 1956

Il Premio Paganini ha un posto fisso nel mio cuore sin dal 1956, un anno per me indimenticabile, quando ebbi l’onore di essere insignito del Primo Premio. Questo ricordo indelebile riacquistò consistenza quando fui nuovamente invitato a partecipare a questo celeberrimo concorso, questa volta però dall’altra parte della barriera in qualità di membro della giuria. Tutte le emozioni, immutate, riemergono, riuscii ad immedesimarmi perfettamente nel giovane vincitore, partecipando intensamente alla sua gioia.*


Massimo Quarta
vincitore nel 1991

A quasi dieci anni di distanza dalla mia vittoria al Concorso N. Paganini, avvenuta nel 1991, il ricordo di quei giorni è per me un'esplosione di incredibili emozioni. Solitamente, per un giovane musicista, la parola "concorso" è sinonimo di tensione, paura di sbagliare, competizioni sul filo della "più giovane età" e del pezzo più "difficile" che strabili, che colpisca, oltre ad una buona dose di adrenalina in circolo, capace a volte di far perdere il controllo sull'esecuzione. Fortunatamente, complice anche una adeguata preparazione, la sensazione che io ebbi sin dalla prima prova fu di estrema lucidità e controllo. Avvertivo un insolito piacere, una grande voglia di salire sul palco del Margherita e di dare il meglio di me; sensazioni, queste, che crescevano con l'andare avanti delle prove. Solo con l'ammissione alla prova finale incominciai veramente ad assaporare la possibilità di poter vincere il premio. In quei giorni mi venivano in mente i primi anni di studio, quando annualmente conservavo i bandi del concorso, sperando chissà, un giorno, di potervi partecipare; e quel momento era finalmente arrivato, insieme ad una grande voglia di vincere. Il calore e l’applauso del pubblico, ancora prima che finisse la cadenza del Primo concerto di Paganini, come anche la voce del presidente della giuria che annunciava la mia vittoria, rimarranno impressi nella mia memoria per sempre.*


Mose Sekler
vincitore nel 1971

Il Concorso "Premio Paganini" mi è rimasto nella memoria come uno degli eventi più significativi della mia vita. Già la preparazione al concorso e lo studio delle opere di Paganini rappresentavano un onere enorme. Io tendevo ad acquisire il più possibile il suo stile e la sua tecnica, in modo tale da proporre la sua musica sul podio con un nuovo, grande respiro. Per ottenere ciò, potevo attingere ai consigli e all’aiuto dei più grandi violinisti e maestri quali David Oistrach, Isaak Schuk, Gidon Kremer e, naturalmente, da mia moglie Julia Breitburg. Questa preparazione, che non ha tralasciato neppure un millimetro della partitura, è stata la chiave del mio successo. Le mie impressioni più significative di quegli 8 giorni sono le seguenti: un'orchestra che accompagnava in maniera incredibilmente leggera e sensibile, l'incontro con i giurati con la supervisione di Luigi Cortese dopo le semifinali, la consegna dei premi, una dimostrazìone di studenti nelle strade di Genova, che potevano manifestare così liberamente le loro idee di protesta e, naturalmente, il violino di Paganini, e il pubblico caldo e spontaneo, che nel bel mezzo del Primo Capriccio durante l'esecuzione con il Guarneri del Gesù di Paganini, dopo un accordo particolarmente ad effetto, ha iniziato ad applaudire estasiato. La vittoria del concorso mi ha aperto le sale da concerto, mi ha dato la fiducia nelle mie forze e - cosa più importante - mi ha dimostrato che ì criteri corretti e il duro lavoro possono dare i frutti desiderati. Sicuramente allora ero soltanto all'inizio del mio cammino. Ma è stato un ottimo inizio.*


Sayaka Shoji
vincitrice nel 1999

Era il mio grande sogno partecipare al concorso per il Premio Paganini, da quando avevo vinto a 12 anni il primo premio al concorso per gli studenti in Giappone. È stata una sorpresa essere ammessa alla finale. Sinceramente non avrei immaginato di vincere il Premio. Durante il mio soggiorno a Genova, quello che più mi ha colpito è stata la bellezza della città, la buona cucina e, soprattutto, la passione per la musica dimostrata dai genovesi. Per me è stato un grande onore aver vinto il Paganini e vorrei ringraziare di nuovo il direttore d'orchestra, Paolo Peloso, che mi ha accompagnato nella doppia finale, la Segreteria ed il pubblico genovese, che mi ha dato un caloroso appoggio.*


Grigori Zhishlin
vincitore nel 1967

La mia prima apparizione sulla scena internazionale risale proprio al Premio Paganini del 1967. Riuscii a vincere il Primo Premio e ciò diede immediatamente impulso alla mia carriera internazionale.
Per questo considero molto importante, a livello personale, il Premio Paganini, che, come ho detto, ha considerevolmente influenzato la mia carriera artistica. Per un giovane violinista quale io ero all'epoca, si è trattato senza dubbio di una grande chance. La partecipazione ai concorsi musicali è di grande stimolo per gli artisti, soprattutto in termini di creatività, poiché è necessario preparare il programma garantendo un certo livello di qualità e lo studio, in genere, gli consente di migliorare di molto la propria tecnica; sul piano emotivo, poi, i concorsi aiutano a controllare la propria emotività e la propria determinazione, elementi fondamentali per lo sviluppo della propria carriera artistica. I concorsi, inoltre, consentono ad un giovane artista di diventare celebre; con la mia vittoria, infatti, ricevetti l'attenzione della stampa e divenni noto ad un grande pubblico.
Ho avuto poi l'onore di essere invitato a far parte della Giuria del Premio, con l'intento di essere d'aiuto ai giovani violinisti concorrenti. Per questo serbo il ricordo della mia partecipazione al Premio Paganini fra le mie memorie più care e mi auguro che questo concorso perpetui la sua tradizione ancora per molti anni.*



* Commenti tratti dalla pubblicazione
"Premio Paganini a Genova da tutto il mondo. Storia e cronaca di un evento musicale"
Comune di Genova, 2000