VIOLINI STORICI
il "Guarneri del Gesù"




Dietro il "Cannone"

Mario Trabucco - Violinista curatore del "Cannone"



Il Cannone nel mio destino
del M.o Mario Trabucco, violinista curatore dei violini storici

Non posso certo ricordare l'espressione del volto dei miei genitori (avevo 6 anni), quando il mio primo ed anziano Maestro di violino disse: "Tu un giorno farai onore a Niccolò Paganini e suonerai il Cannone".
Ora che ho l'onore di suonarlo, non posso non ritornare con la memoria a quella lontana "profezia".
La prima volta che potei ammirarlo, ero ancora allievo del Conservatorio e soltanto poco tempo dopo avrei partecipato al Premio Paganini, ma in quell'occasione la "profezia" non fu molto veritiera (la mia prova si concluse alle semifinali).
In seguito la mia attività violinistica ebbe varie tappe: diventai docente al Conservatorio "N. Paganini" di Genova, vinsi i concorsi come spalla dei primi violini nei Teatri dell'Opera di Roma, Firenze e al Carlo Felice di Genova. Fu allora che il sindaco di Genova mi onorò di succedere al Maestro Renato De Barbieri come curatore del "Cannone", il celebre Guarneri del Gesù appartenuto a Niccolò Paganini.
Molti si chiederanno: "Curatore? Che significa?" no, non sono un medico! Diciamo che medico potrebbe dirsi del liutaio che ha cura della manutenzione e integrità dello strumento.
Il violinista curatore invece ha l'incarico di suonarlo regolarmente, con cadenza mensile; questo avviene nella sala di Palazzo Tursi in via Garibaldi dove il violino è conservato ed esposto.
Numerosi sono stati i concerti che ho tenuto con il "Cannone", fra i quali mi piace ricordare quello al Parlamento Europeo di Strasburgo e a Santiago di Compostela, in Spagna, dove il violino è stato accolto come una vera star.
Una domanda è sempre ricorrente da parte della gente che lo ascolta ed è affascinata da questo meraviglioso strumento: "Ma che cosa si prova a suonarlo?". Ebbene, sembrerà strano, ma è una domanda alla quale non so dare risposta, perché sono troppe le implicazioni, le sensazioni e le emozioni che ti coinvolgono. Sicuramente è uno strumento straordinariamente "vivo", partecipa ai tuoi stati d'animo, alla tua sensibilità, esige molta forza, ma anche tanta dolcezza.
Si è molto discusso, a tappe ricorrenti, sullo stato di salute del violino di Paganini, ma posso assicurare che è in ottima forma e lo dimostrano le sue recenti performance nei numerosi concerti ed incisioni discografiche, fra le quali le molte tenute all'estero (Strasburgo, Kiev, Tokyo, Amsterdam, Hanoi .... ).
Certamente la più grande responsabilità di chi attualmente ha in cura questo strumento è quella di conciliare nel migliore dei modi il sempre maggior utilizzo del violino con la sua integrità, affinché questo pezzo unico nella storia della liuteria e della città di Genova conservi il suo mito nel tempo.

Tratto dalla pubblicazione "Premio Paganini a Genova da tutto il mondo. Storia e cronaca di un evento musicale", Comune di Genova, 2000